Sammlung der Entscheidungen des Schweizerischen Bundesgerichts
Collection des arrêts du Tribunal fédéral suisse
Raccolta delle decisioni del Tribunale federale svizzero

BGE 119 IA 337



119 Ia 337

40. Sentenza 16 agosto 1993 della II Corte civile nella causa E S.A. contro
X AG e I Camera civile del Tribunale di appello del Cantone Ticino
(ricorso di diritto pubblico) Regeste

    Art. 4 BV; Art. 6 Ziff. 1 und Art. 14 EMRK; unentgeltliche Rechtspflege
für juristische Personen.

    Weder Art. 4 BV noch die EMRK verlangt, dass juristischen Personen
unentgeltliche Rechtspflege in gleicher Weise wie natürlichen Personen
gewährt wird. Frage offengelassen, ob unter bestimmten Voraussetzungen
juristischen Personen unentgeltliche Rechtspflege zu bewilligen ist.

Sachverhalt

    A.- Nell'ambito della causa che la oppone alla X AG, la E S.A. ha
chiesto al Pretore della giurisdizione di Z di essere ammessa al beneficio
dell'assistenza giudiziaria limitatamente al pagamento delle tasse e
spese processuali, ivi comprese quelle per l'assunzione delle prove. Con
decreto 2 luglio 1992 il giudice di primo grado ha respinto l'istanza,
osservando che, giusta l'art. 155 del Codice di procedura civile (CPC)
ticinese, l'assistenza giudiziaria può essere concessa unicamente alle
persone fisiche. Il 5 febbraio 1993 la I Camera civile del Tribunale
di appello del Cantone Ticino, adita dall'istante, ha confermato la
decisione pretorile.

    Il 4 marzo 1993 la E S.A. ha introdotto al Tribunale federale un
ricorso di diritto pubblico, fondato sull'art. 4 Cost., con cui ha
postulato l'annullamento della decisione cantonale. Essa ha altresì
chiesto di essere posta al beneficio dell'assistenza giudiziaria nella
sede federale. La X AG ha proposto la reiezione del gravame, mentre il
Tribunale di appello non ha formulato osservazioni.

Auszug aus den Erwägungen:

                      Dai considerandi:

Erwägung 1

    1.- Le decisioni che rifiutano la concessione dell'assistenza
giudiziaria sono incidentali. Esse arrecano tuttavia un danno irreparabile
all'interessato (DTF 111 Ia 278 consid. b). Il gravame, diretto contro
una sentenza emanata dall'ultima istanza cantonale, è pertanto ammissibile
(art. 87 OG).

Erwägung 2

    2.- L'autorità cantonale non ha esaminato né il requisito
dell'indigenza della ricorrente né le probabilità di esito
favorevole dell'azione. Essa ha fondato il proprio giudizio unicamente
sull'affermazione che le persone giuridiche sono escluse dal beneficio
dell'assistenza giudiziaria. Senza pertinenza sono pertanto gli argomenti
della ricorrente fondati sull'asserita precarietà della propria situazione
finanziaria.

Erwägung 3

    3.- Giusta l'art. 155 del Codice di procedura civile (CPC)
ticinese, possono ottenere l'assistenza giudiziaria le persone fisiche
che giustificano di non essere in grado di sopperire alle spese della
lite. L'autorità cantonale ha ricordato che l'esclusione delle persone
giuridiche da tale beneficio corrisponde quindi all'espressa volontà del
legislatore. La ricorrente non critica l'applicazione come tale del diritto
cantonale da parte del Tribunale di appello e giustamente l'atto ricorsuale
non chiede un controllo astratto della costituzionalità della predetta
norma, poiché una tale censura sarebbe tardiva (art. 89 cpv. 1 OG).

Erwägung 4

    4.- a) La ricorrente sostiene di avere nella fattispecie un diritto,
sgorgante dall'art. 4 Cost., all'assistenza giudiziaria. Il rifiuto di
quest'ultima e l'impossibilità di effettuare gli anticipi richiesti
dal Pretore, segnatamente quello di Fr. 129'678.-- per l'erezione di
una perizia, avrebbero come conseguenza la perdita della causa e della
pretesa ivi fatta valere, nonché il fallimento della società.

    b) La giurisprudenza costante ha sempre escluso le persone giuridiche
dalla garanzia costituzionale dell'assistenza giudiziaria fondata
sull'art. 4 Cost. (DTF 116 II 652, 88 II 387 segg.). Per quanto concerne
l'assistenza giudiziaria innanzi al Tribunale federale l'art. 152 OG recita
che la stessa può essere concessa "alla parte che si trova nel bisogno",
risp. nel testo francese a "partie qui est dans le besoin", e la lettera
tedesca del testo legge indica "einer bedürftigen Partei". Dal testo
legale può unicamente essere presa in considerazione una persona fisica,
poiché l'espressione essere nel bisogno è sinonimo di povertà, indigenza
(DEVOTO/OLI, Il dizionario della lingua italiana, Firenze 1990, pag. 230;
DTF 88 II 388 consid. 3). L'idea, dedotta dal principio dell'eguaglianza
di fronte alla legge (art. 4 Cost.), alla base dell'art. 152 OG, è che
una persona fisica in condizioni di indigenza deve poter far valere
i propri diritti come una persona dotata di mezzi finanziari, senza
esserne impedita dall'obbligo di anticipare le spese del procedimento.
Queste considerazioni non valgono però per una persona giuridica, che
non è mai in condizioni di indigenza o povertà, ma che può solo essere
dichiarata insolvibile o essere indebitata in modo di avere un'eccedenza
debiti e che in tale situazione, trattandosi di una società anonima,
è esposta alla dichiarazione di fallimento (art. 725 e 725a CO). Non
esistono motivi sufficienti per modificare, come lo propone la ricorrente,
la giurisprudenza testé esposta, condivisa dalla maggior parte della
dottrina (cfr. le citazioni in DTF 116 II 652 consid. 2a) e conforme
sostanzialmente alle soluzioni delle leggi di procedura cantonali. Infatti,
contrariamente a quanto asserito nell'atto di ricorso il § 84 cpv. 3
della legge di procedura civile del Cantone Zurigo esclude espressamente
le persone giuridiche dal beneficio dell'assistenza giudiziaria, mentre
il § 125 cpv. 1 della legge di procedura civile del Cantone Argovia ha
il medesimo tenore dell'art. 155 CPC ticinese.

    c) È tuttavia esatto che alcuni autori sostengono l'opinione
contraria. BIRCHMEIER si limita a questo proposito a una semplice frase di
affermazione, omettendo qualsiasi motivo (Bundesrechtspflege, ad art. 152
OG n. 4, pag. 522). OTTOMANN si pronuncia a favore della concessione
dell'assistenza giudiziaria alle persone giuridiche, segnatamente alle
società anonime, a condizione che alla prova di indigenza sia applicato
un criterio più severo che riguardo alle persone fisiche, ad esempio
facendo obbligo a far capo a tutto il patrimonio contante disponibile,
alla possibilità di assumere un credito o di realizzare degli attivi
(Die Aktiengesellschaft als Partei im Schweizerischen Zivilprozess,
tesi Zurigo 1976, pag. 58-61). CHRISTIAN FAVRE limita praticamente
l'assistenza giudiziaria alle associazioni senza scopo lucrativo e
alle fondazioni (L'assistance judiciaire gratuite en droit suisse,
tesi Losanna 1988, pag. 98-103). GULDENER suggerisce di concedere
l'assistenza giudiziaria alle persone giuridiche solo se anche coloro
che vi partecipano economicamente sono nell'indigenza (Schweizerisches
Zivilprozessrecht, 3a edizione, pag. 410 n. 30c). Questa è anche la
soluzione consacrata dal § 116 della legge di procedura civile germanica
(cfr. BAUMBACH/LAUTERBACH/ALBERS/HARTMANN, Zivilprozessordnung, 51a
edizione, Monaco 1993, al § 116 n. 8-11; ROSENBERG/SCHWAB/GOTTWALD,
Zivilprozessrecht, 15a edizione, Monaco 1993, pag. 493). Secondo POUDRET,
invece, poiché le persone giuridiche sono poste al beneficio delle garanzie
costituzionali dell'eguaglianza di trattamento e del diritto di essere
sentite alla stessa stregua delle persone fisiche, esse hanno pure il
diritto all'assistenza giudiziaria (Commentaire de la loi d'organisation
judiciaire, vol. V, ad art. 152 n. 3). L'autore appena citato osserva
inoltre che il concetto di bisogno può essere applicato anche alle persone
giuridiche, quando è in gioco la loro esistenza.

    d) Quest'ultimo punto di vista pone sullo stesso piano due situazioni
non necessariamente paragonabili e non tiene conto, nell'ambito
dell'istituto dell'assistenza giudiziaria, delle differenze esistenti
fra una persona fisica e una persona giuridica. Come ha spiegato la Corte
costituzionale tedesca, esaminando la costituzionalità del § 114 (ora §
116) della legge di procedura germanica, l'assistenza giudiziaria è una
prestazione dello stato sociale, finanziata con mezzi pubblici e destinata
a consentire l'accesso ai tribunali anche alle persone indigenti. Essa è
fondata su un criterio di solidarietà sociale che, in linea di principio,
non vale per le persone giuridiche e in particolare per le società di
capitali, la cui esistenza si giustifica solo in presenza di sufficiente
e adeguata base economica (sentenza del 3 luglio 1973 pubblicata in
Neue Juristische Wochenschrift, 1974, pag. 230 segg.). Estendere alle
persone giuridiche il beneficio dell'assistenza giudiziaria alle medesime
condizioni delle persone fisiche, significherebbe regolare nello stesso
modo situazioni differenti.

    e) È comunque pensabile, come negli esempi citati da OTTOMANN
(loc.cit., pag. 60), che una società anonima sia costretta a stare in
giudizio allo scopo di ottenere il pagamento di un credito che rappresenta
praticamente il suo solo attivo. Ciò non esige tuttavia di applicarle
i medesimi criteri validi per le persone fisiche, ma può indurre a
prendere in considerazione la concessione dell'assistenza giudiziaria
se risultano adempiute altre condizioni, sul modello della legislazione
tedesca. Nel caso in esame, la ricorrente ha giustificato la domanda
di assistenza giudiziaria, sottoponendo al Pretore una lista di 126
procedimenti esecutivi contro di essa pendenti per un totale di oltre
sette milioni. Essa ha altresì prodotto una dichiarazione dell'Ufficio
di esecuzione di Bellinzona, dalla quale risulta che nel giugno 1992
essa non era stata in grado di effettuare un versamento destinato a
evitare un incanto. Nessuna spiegazione però, neppure nella procedura
di appello, è stata fornita sulla composizione del capitale azionario
e sulle persone interessate economicamente alla società. In queste
condizioni la ricorrente non può pretendere l'assistenza giudiziaria,
richiamandosi semplicemente all'eguaglianza di trattamento garantita
dall'art. 4 Cost. e facendo valere i medesimi diritti riconosciuti
alle persone fisiche. In questo modo essa ignora il fondamento stesso
e la giustificazione dell'istituto dell'assistenza giudiziaria, che non
consente di far beneficiare una persona giuridica - la quale agisce nel
campo economico e con responsabilità limitata - delle prestazioni che
lo Stato riserva alle persone fisiche nell'indigenza. Nella fattispecie
potrebbe eventualmente spettare all'amministrazione del fallimento, o
più probabilmente a un creditore cessionario giusta l'art. 260 LEF, far
valere, contro la resistente, la pretesa oggetto della causa di merito,
se la stessa presenta sufficienti probabilità di successo.

Erwägung 5

    5.- Invano la ricorrente invoca gli art. 6 n. 1 e 14 CEDU. È vero
che il termine "ogni persona", che introduce la prima disposizione della
Convenzione comprende sia le persone fisiche che le persone giuridiche
(FROWEIN/PEUKERT, EMRK Kommentar, pag. 109). Ma a parte il fatto che
l'assistenza giudiziaria è menzionata espressamente solo riguardo
ai procedimenti penali, né la Commissione né la Corte europea dei
diritti dell'uomo non ne hanno mai dedotto che le persone giuridiche,
e segnatamente le società di capitali, abbiano diritto all'assistenza
giudiziaria allo scopo di rispettare l'esigenza di un equo processo e del
diritto di accedere ai tribunali. Anche la sentenza del 9 ottobre 1979 in
re Airey (Pubblicazioni della Corte europea dei diritti dell'uomo, serie A,
32, pag. 15) - citata dalla ricorrente - lascia a ogni Stato contraente
la scelta dei mezzi per realizzare i postulati dell'art. 6 n. 1 CEDU.

    Il ricorso va pertanto respinto. Ciò esclude la concessione
dell'assistenza giudiziaria anche per la procedura di ricorso davanti al
Tribunale federale.