Sammlung der Entscheidungen des Schweizerischen Bundesgerichts
Collection des arrêts du Tribunal fédéral suisse
Raccolta delle decisioni del Tribunale federale svizzero

BGE 119 III 81



119 III 81

23. Estratto della sentenza 29 settembre 1993 della Camera delle esecuzioni
e dei fallimenti nella causa K contro T e C S.A. (ricorso) Regeste

    Tritt die Masse eine Forderung gegen einen Dritten, der zugleich
auch Gläubiger ist, ab, so ist dieser zur Beschwerde legitimiert, die
Abtretung sei nicht in Übereinstimmung mit den entsprechenden Gesetzes-
und Verordnungsbestimmungen erfolgt.

Sachverhalt

    A.- Nell'ambito del fallimento di U, la cui amministrazione era curata
dall'Ufficio di esecuzione e fallimenti di Locarno (UEF), la seconda
assemblea dei creditori è stata convocata per il 15 settembre 1988. Dalla
relazione dell'amministrazione risultava, fra l'altro, che l'assemblea
doveva decidere se promuovere o meno l'azione revocatoria a seguito
della vendita da parte della fallita al marito K dell'inventario di due
negozi nel 1987. Durante l'assemblea non è stata presa alcuna decisione
per mancanza del quorum necessario. Con lettera del 15 luglio 1988 il
patrocinatore delle creditrici T S.A. e C S.A. aveva chiesto all'UEF di
farsi attivo nell'ambito di un'eventuale azione revocatoria contro K. Il
15 dicembre 1988 l'UEF ha rilasciato alle suddette creditrici la cessione
della pretesa verso K.

    Nella graduatoria del fallimento e nello stato di riparto con conto
finale è stato ammesso in 5a classe un credito di K.

    B.- Nella causa revocatoria promossa dalle creditrici cessionarie, K ha
contestato la validità della cessione 15 dicembre 1988. Dopo un giudizio
interlocutorio del Tribunale cantonale dei Grigioni, l'UEF ha assegnato
ai creditori, con circolare del 28 settembre 1992, un primo termine per
comunicare se la massa intendeva promuovere un'azione revocatoria contro K
e un secondo termine per chiedere la cessione in conformità dell'art. 260
LEF. Gli unici creditori che hanno fatto uso di questa facoltà sono la T
S.A. e la C S.A. Il 30 ottobre 1992 l'UEF ha rilasciato alle due creditrici
una nuova cessione di tenore analogo alla precedente.

    C.- Con reclami del 2 risp. del 13 novembre 1992, K si è rivolto alla
Camera di esecuzione e fallimenti del Tribunale di appello del Cantone
Ticino, autorità di vigilanza, chiedendo che fossero dichiarati nulli la
cessione del 15 dicembre 1988, il provvedimento di assegnazione di termine
del 28 settembre 1992 e la cessione del 30 ottobre 1992. Il 12 luglio
1993 la Corte ha dichiarato nulla la cessione del 15 dicembre 1988. Di
contro, il reclamo del 13 novembre 1992 è stato dichiarato inammissibile
per carenza di legittimazione.

    D.- Insorto alla Camera delle esecuzioni e dei fallimenti del Tribunale
federale, K chiede che, ammessa la sua legittimazione, sia dichiarata
nulla ev. annullata la cessione del 30 ottobre 1992. Le creditrici
cessionarie postulano la reiezione del ricorso.

Auszug aus den Erwägungen:

                       Dai considerandi:

Erwägung 2

    2.- Dopo che l'autorità di vigilanza ha annullato d'ufficio la cessione
15 dicembre 1988, litigiosa è unicamente la questione di sapere se il
ricorrente sia legittimato a presentare reclamo contro la cessione 30
ottobre 1992.

    Secondo la giurisprudenza e la dottrina la legittimazione a presentare
reclamo deve essere riconosciuta ad ogni persona toccata nei propri
interessi giuridicamente protetti da una misura dell'Ufficio (DTF 112 III
1 consid. 3b pag. 3 e rinvii; Amonn, Grundriss des Schuldbetreibungs-
und Konkursrechts, 5a edizione, Berna 1993, § 6 n. 19, pag. 58;
GILLIÉRON, Poursuite pour dettes, faillite et concordat, 3a edizione,
Losanna 1993, pag. 56; FRITZSCHE/WALDER, Schuldbetreibung und Konkurs
nach schweizerischem Recht, Vol. I, § 6 n. 19 e 20). La Corte cantonale
riferendosi a AMONN (loc.cit., § 47 n. 44 e 45 pag. 383 seg.) ha ritenuto
che al ricorrente, nella sua doppia qualità di creditore e debitore della
fallita, non poteva essere riconosciuta la legittimazione a censurare la
nota cessione.

    La conclusione a cui è giunta la Corte cantonale non può essere
condivisa. Infatti, nella sua qualità di creditore il ricorrente ha
diritto, come tutti gli altri creditori, a che gli atti d'amministrazione
del fallimento avvengano in conformità della legge e delle ordinanze
vigenti in materia e, in caso d'inosservanza di queste prescrizioni, egli
è senz'altro legittimato a presentare reclamo. Ciò detto non si vede per
quale motivo il diritto di ogni creditore di esigere che l'amministrazione
del fallimento avvenga in modo conforme alla legge dovrebbe decadere
nel caso in cui la cessione concerne una pretesa della massa rivolta
contro il creditore stesso, né perché in simile evenienza si dovrebbe
negargli la possibilità di inoltrare reclamo contro una cessione a suo
avviso contraria alle norme legali. Il Tribunale federale si è espresso
in questo senso nella sentenza pubblicata in DTF 53 III 71 segg.; v.
inoltre anche se meno esplicita DTF 48 III 88 segg.). Pure dello stesso
avviso è la maggior parte della dottrina (BRIDEL, Contribution à l'étude de
l'art. 260 LP, in JdT 1939 III pag. 98 segg., in particolare n. 34 pag. 116
seg.; FLACHSMANN, Die Abtretung der Rechtsansprüche der Konkursmasse nach
Art. 260 des schweizer. Schuldbetreibungs- und Konkursgesetzes, tesi Zurigo
1927, pag. 91 in basso; cfr. inoltre FAVRE, Droit des poursuites, pag. 347
lett. D). Per quanto concerne l'opinione contraria di AMONN (loc.cit.) si
può osservare ch'essa è motivata in modo sommario e che questo autore
non muove alcuna critica alla sentenza pubblicata in DTF 53 III 71 segg.

    Discende da queste considerazioni che il ricorrente ha un interesse a
contestare la legalità della cessione e che a torto la Corte cantonale ha
negato la legittimazione. Il ricorso deve pertanto essere parzialmente
accolto, la sentenza impugnata annullata e gli atti rinviati alla
giurisdizione cantonale affinché esamini il reclamo nel merito.