Autorità federale di vigilanza sui mercati finanziari FINMA
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955.01

Ordinanza relativa alla lotta contro il riciclaggio di denaro e il finanziamento del terrorismo

(Ordinanza sul riciclaggio di denaro, ORD)

dell'11 novembre 2015 (Stato 1° gennaio 2016)

Il Consiglio federale svizzero,

visti gli articoli 8a capoverso 5 e 41 della legge del 10 ottobre 1997 sul riciclaggio di denaro (LRD),

ordina:

Capitolo 1: Disposizioni generali

Art. 1 Oggetto

La presente ordinanza disciplina:

  1. i requisiti per l'esercizio a titolo professionale dell'attività di intermediario finanziario;
  2. gli obblighi di diligenza e di comunicazione a cui sottostanno i commercianti conformemente agli articoli 8a e 9 capoverso 1bis LRD.

Art. 2 Campo d'applicazione

1 La presente ordinanza si applica:

  1. agli intermediari finanziari ai sensi dell'articolo 2 capoverso 3 LRD che esercitano la loro attività in Svizzera o dalla Svizzera;
  2. ai commercianti ai sensi dell'articolo 2 capoverso 1 lettera b LRD che esercitano la loro attività in Svizzera o dalla Svizzera.

2 Non sono considerati intermediari finanziari ai sensi dell'articolo 2 capoverso 3 LRD:

  1. le persone che esercitano le seguenti attività:
    1. il mero trasporto fisico o la mera custodia fisica di valori patrimoniali, fatto salvo l'articolo 6 capoverso 1 lettera c,
    2. l'attività di incasso,
    3. il trasferimento di valori patrimoniali a titolo di prestazione accessoria di una prestazione contrattuale principale,
    4. l'esercizio di istituzioni di previdenza del pilastro 3a da parte di fondazioni bancarie o di assicurazioni,
    5. la prestazione di servizi tra società del medesimo gruppo;
  2. il personale ausiliario di intermediari finanziari che per la loro attività detengono un'autorizzazione in Svizzera o che sono affiliati a un organismo di autodisciplina (OAD), se adempie le seguenti condizioni:
    1. è selezionato accuratamente dall'intermediario finanziario e sottostà alle sue istruzioni e ai suoi controlli,
    2. è integrato nei provvedimenti organizzativi adottati dall'intermediario finanziario per impedire il riciclaggio di denaro e il finanziamento del terrorismo secondo l'articolo 8 LRD e riceve una formazione e una formazione continua in questo ambito,
    3. agisce unicamente in nome e per conto dell'intermediario finanziario,
    4. è retribuito dall'intermediario finanziario e non dal cliente finale,
    5. effettua operazioni di trasferimento di denaro o di valori per un unico intermediario finanziario autorizzato o affiliato a un OAD, e
    6. ha concluso con l'intermediario finanziario un accordo scritto concernente l'osservanza delle condizioni che precedono.

Capitolo 2: Intermediari finanziari

Sezione 1: Attività

Art. 3 Operazioni di credito

Non sono considerate operazioni di credito ai sensi dell'articolo 2 capoverso 3 lettera a LRD in particolare:

  1. l'assunzione di crediti;
  2. la concessione di crediti senza interessi ed emolumenti;
  3. la concessione di crediti tra società e socio, se il socio detiene una partecipazione di almeno il 10 per cento del capitale o dei voti nella società;
  4. la concessione di crediti tra datore di lavoro e lavoratore, se il datore di lavoro è tenuto al pagamento dei contributi alle assicurazioni sociali per i lavoratori coinvolti nella relazione di credito;
  5. le relazioni di credito tra persone prossime (art. 7 cpv. 5);
  6. la concessione di crediti effettuata a titolo accessorio rispetto a un altro negozio giuridico;
  7. il leasing operativo;
  8. gli impegni eventuali a favore di terzi;
  9. i finanziamenti di transazioni commerciali, se il loro rimborso non è effettuato dalla controparte.

Art. 4 Servizi nel campo delle operazioni di pagamento

1 Si è in presenza di un servizio nel campo delle operazioni di pagamento ai sensi dell'articolo 2 capoverso 3 lettera b LRD in particolare se l'intermediario finanziario:

  1. trasferisce valori finanziari liquidi a un terzo su mandato della controparte e in tale contesto prende possesso fisicamente di tali valori, li fa accreditare su un conto proprio oppure ne ordina il trasferimento in nome e su mandato della controparte;
  2. emette o amministra mezzi di pagamento che non consistono in denaro contante, utilizzati dalla controparte per effettuare pagamenti a terzi;
  3. effettua operazioni di trasferimento di denaro o di valori.

2 Per trasferimento di denaro o di valori si intende il trasferimento di valori patrimoniali attraverso l'accettazione di denaro contante, metalli preziosi, valute virtuali, assegni o altri mezzi di pagamento nonché:

  1. il pagamento di una somma corrispondente in contanti, metalli preziosi o valute virtuali; o
  2. il trasferimento scritturale o il bonifico mediante un sistema di pagamento o di conteggio.

Art. 5 Attività commerciale

1 Si considera attività commerciale ai sensi dell'articolo 2 capoverso 3 lettera c LRD:

  1. l'acquisto e la vendita per conto di terzi di biglietti di banca, monete, divise e metalli preziosi bancari nonché l'attività di cambio;
  2. il commercio per conto proprio di monete circolanti e di biglietti di banca in corso;
  3. il commercio in borsa per conto di terzi di materie prime;
  4. il commercio fuori borsa per conto di terzi di materie prime, se le materie prime presentano un grado di standardizzazione talmente elevato da poter essere liquidate in ogni momento;
  5. il commercio per conto proprio di metalli preziosi bancari.

2 Il commercio di valori mobiliari è considerato attività commerciale unicamente se sottostà ad autorizzazione secondo la legge del 24 marzo 1995 sulle borse.

3 L'attività di cambio esercitata a titolo accessorio non costituisce un'attività commerciale.

Art. 6 Altre attività

1 Per quanto siano esercitate per conto di terzi, sono parimenti considerate attività ai sensi dell'articolo 2 capoverso 3 lettere e-g LRD:

  1. la gestione di valori mobiliari e di strumenti finanziari;
  2. l'esecuzione di mandati di investimento;
  3. la custodia di valori mobiliari;
  4. l'attività di organo in seno a società di domicilio.

2 Sono considerate società di domicilio ai sensi della presente ordinanza le persone giuridiche, le società, gli istituti, le fondazioni, i trust, le società fiduciarie e formazioni analoghe che non esercitano attività commerciali o di fabbricazione o altre attività gestite secondo criteri commerciali.

3 Non sono considerate società di domicilio le società che:

  1. perseguono la salvaguardia degli interessi dei propri membri o dei loro beneficiari mediante un'azione comune oppure fini politici, religiosi, scientifici, artistici, di pubblica utilità, ricreativi o simili;
  2. controllano una o più società operative e il cui scopo non consiste prevalentemente nella gestione di patrimoni di terzi (società holding).

Sezione 2: Attività a titolo professionale

Art. 7 Criteri generali

1 Un intermediario finanziario esercita la sua attività a titolo professionale se:

  1. durante un anno civile realizza un ricavo lordo superiore a 50 000 franchi;
  2. durante un anno civile avvia con oltre 20 controparti o mantiene con almeno 20 controparti relazioni d'affari che non si limitano all'esecuzione di una singola operazione;
  3. ha la facoltà illimitata di disporre di valori patrimoniali di terzi che in un qualsiasi momento superano i 5 milioni di franchi; oppure
  4. effettua transazioni il cui volume complessivo supera i 2 milioni di franchi per anno civile.

2 Per il calcolo del volume delle transazioni secondo il capoverso 1 lettera d non sono presi in considerazione gli afflussi di valori patrimoniali e i reinvestimenti all'interno del medesimo deposito. Nel caso di contratti che vincolano reciprocamente è considerata solo la prestazione fornita dalla controparte.

3 L'attività esercitata per istituzioni e persone ai sensi dell'articolo 2 capoverso 4 LRD non è presa in considerazione ai fini della valutazione dell'esercizio a titolo professionale della stessa.

4 L'attività esercitata per persone prossime è presa in considerazione ai fini della valutazione dell'esercizio a titolo professionale della stessa soltanto se il ricavo lordo realizzato durante un anno civile è superiore a 50 000 franchi.

5 Sono considerate persone prossime:

  1. i parenti e gli affini in linea diretta;
  2. i parenti fino al terzo grado in linea collaterale;
  3. i coniugi e i partner registrati;
  4. i coeredi fino alla chiusura della divisione successoria;
  5. gli eredi sostituiti e i legatari sostituiti ai sensi dell'articolo 488 del Codice civile1;
  6. le persone che convivono con l'intermediario finanziario in una comunione di vita durevole.

Art. 8 Operazioni di credito

1 Le operazioni di credito ai sensi dell'articolo 2 capoverso 3 lettera a LRD sono effettuate a titolo professionale se:

  1. con esse viene realizzato un ricavo lordo superiore a 250 000 franchi durante un anno civile; e
  2. in un qualsiasi momento il volume di crediti concesso supera i 5 milioni di franchi.

2 Il ricavo lordo delle operazioni di credito è costituito da tutte le entrate provenienti dalle operazioni di credito previa deduzione della quota destinata al rimborso del credito.

3 Se una persona esercita sia operazioni di credito sia un'altra attività che la qualifica come intermediario finanziario, l'esercizio a titolo professionale deve essere accertato separatamente per entrambi i settori di attività. Se il carattere professionale è accertato in uno dei settori di attività, entrambe le attività sono considerate esercitate a titolo professionale.

Art. 9 Operazioni di trasferimento di denaro o di valori

Le operazioni di trasferimento di denaro o di valori sono sempre effettuate a titolo professionale, salvo che l'attività venga svolta per una persona prossima e con essa venga realizzato un ricavo lordo non superiore a 50 000 franchi durante un anno civile.

Art. 10 Attività commerciale

Nel caso dell'attività commerciale, ai fini della valutazione del criterio di cui all'articolo 7 capoverso 1 lettera a è determinante l'utile lordo e non il ricavo lordo.

Art. 11 Passaggio a un'attività esercitata a titolo professionale

1 Chiunque passa da un'attività di intermediario finanziario esercitata a titolo non professionale a un'attività esercitata a titolo professionale deve:

  1. rispettare senza indugio gli obblighi di cui agli articoli 3-11 LRD; e
  2. presentare, entro due mesi dal cambiamento di statuto, una richiesta di affiliazione a un OAD oppure una richiesta di autorizzazione all'esercizio dell'attività a titolo professionale all'Autorità federale di vigilanza sui mercati finanziari (FINMA).

2 Fino ad avvenuta affiliazione a un OAD oppure fino al rilascio di un'autorizzazione da parte della FINMA, all'intermediario finanziario in questione è vietato intraprendere azioni in tale veste che vanno oltre a quelle strettamente necessarie alla conservazione dei valori patrimoniali.

Art. 12 Uscita ed espulsione da un OAD

1 Se un intermediario finanziario che intende continuare a esercitare l'attività di intermediario finanziario a titolo professionale esce da un OAD o ne viene espulso, deve presentare una richiesta di affiliazione a un altro OAD oppure una richiesta di autorizzazione all'esercizio dell'attività a titolo professionale alla FINMA entro due mesi dall'uscita o dal passaggio in giudicato della decisione di espulsione.

2 Fino al ricevimento della decisione in merito alla richiesta, può continuare a svolgere la sua attività solo nell'ambito delle relazioni d'affari già esistenti.

3 Se entro la scadenza di due mesi non ha presentato una richiesta né a un OAD né alla FINMA, oppure se gli viene rifiutata l'affiliazione o l'autorizzazione, gli è vietato continuare a svolgere la sua attività di intermediario finanziario.

Capitolo 3: Commercianti

Sezione 1: In generale

Art. 13 Commercianti

Sono considerate commercianti ai sensi dell'articolo 2 capoverso 1 lettera b LRD anche le persone che su mandato e per conto di terzi negoziano beni a titolo professionale ricevendo in pagamento denaro contante.

Art. 14 Commercio a titolo professionale

1 Il commercio è svolto a titolo professionale se rappresenta un'attività economica indipendente e orientata al conseguimento di un guadagno durevole.

2 Non è determinante se il commercio è svolto quale attività principale o accessoria.

Art. 15 Beni

Sono considerati beni le cose mobili corporee che possono essere oggetto di una vendita di cose mobili ai sensi dell'articolo 187 del Codice delle obbligazioni1, o i fondi che possono essere oggetto di un contratto di vendita ai sensi dell'articolo 216 del Codice delle obbligazioni.

Art. 16 Ricorso a terzi

Se ricorrono a un terzo per eseguire l'operazione e ricevere il prezzo di vendita in contanti, i commercianti sono tenuti a garantire l'osservanza degli obblighi di diligenza e di comunicazione ai sensi della sezione 2 del presente capitolo a prescindere dal loro rapporto giuridico con il terzo.

Sezione 2: Obblighi di diligenza e di comunicazione

Art. 17 Identificazione della controparte

1 Al momento della conclusione del contratto il commerciante identifica la controparte in base alle seguenti indicazioni:

  1. cognome e nome;
  2. indirizzo;
  3. data di nascita; e
  4. cittadinanza.

2 Se la controparte proviene da uno Stato in cui l'utilizzo della data di nascita o dell'indirizzo non è usuale, l'esigenza di queste indicazioni decade.

3 Ai fini dell'identificazione della controparte, il commerciante:

  1. richiede alla stessa la presentazione di un documento ufficiale in originale provvisto di fotografia, segnatamente il passaporto, la carta d'identità o la licenza di condurre;
  2. verifica se il documento si riferisce alla stessa;
  3. fa una copia del documento; e
  4. annota sulla copia di aver preso visione dell'originale.

4 Se la controparte è rappresentata, il suo rappresentante è tenuto a:

  1. fornire le indicazioni ai sensi del capoverso 1, se la controparte è una persona fisica;
  2. indicare al commerciante la ditta e la sede della controparte, se essa è una persona giuridica o una società di persone.

Art. 18 Accertamento dell'avente economicamente diritto

1 Il commerciante accerta l'avente economicamente diritto informandosi presso la controparte o il suo rappresentante se la stessa ha economicamente diritto al denaro.

2 Se la controparte non è l'avente economicamente diritto, il commerciante richiede alla stessa o al suo rappresentante una dichiarazione scritta indicante l'avente economicamente diritto. Sono considerati aventi economicamente diritto:

  1. le persone fisiche per conto delle quali avviene l'acquisto;
  2. in caso di acquisto per conto di una persona giuridica o di una società di persone operativa e non quotata in borsa:
    1. le persone fisiche che partecipano alla stessa almeno nella misura del 25 per cento del capitale o dei voti, direttamente o indirettamente, da sole o di comune intesa con terzi, oppure
    2. le persone fisiche che esercitano in altro modo il controllo sulla stessa.

3 Se non è possibile accertare alcuna persona quale avente economicamente diritto ai sensi del capoverso 2 lettera b, va accertata l'identità del membro superiore dell'organo direttivo.

4 Ai fini dell'accertamento dell'avente economicamente diritto il commerciante necessita delle seguenti indicazioni:

  1. cognome e nome;
  2. indirizzo;
  3. data di nascita; e
  4. cittadinanza.

5 L'articolo 17 capoverso 2 si applica per analogia.

6 Per la dichiarazione scritta ai sensi del capoverso 2 è sufficiente che la controparte o il suo rappresentante sottoscrivano le indicazioni sul modulo o documento ai sensi dell'articolo 21.

7 Se per una società non risulta alcuna persona avente economicamente diritto ai sensi del capoverso 2, in particolare a causa della sua forma giuridica quale associazione o fondazione secondo il diritto svizzero, ciò deve essere debitamente indicato.

Art. 19 Chiarimenti ulteriori

1 Il commerciante verifica le circostanze dell'operazione, specialmente la provenienza del denaro e il suo scopo, se essa appare inusuale o se vi sono indizi di riciclaggio di denaro.

2 Sussistono indizi di riciclaggio di denaro specialmente se:

  1. la persona paga prevalentemente con banconote di piccolo taglio;
  2. vengono acquistati soprattutto beni facilmente rivendibili e con un elevato grado di standardizzazione;
  3. la persona non fornisce indicazioni o fornisce indicazioni insufficienti ai fini della sua identificazione ai sensi dell'articolo 17 o dell'accertamento dell'avente economicamente diritto ai sensi dell'articolo 18;
  4. la persona fornisce manifestamente indicazioni false o fallaci;
  5. sussistono dubbi in merito all'autenticità dei documenti presentati.

3 Ai fini della verifica il commerciante si informa presso la controparte o il suo rappresentante in merito alle circostanze e allo scopo dell'operazione, esamina la plausibilità delle indicazioni e registra in forma scritta i chiarimenti.

Art. 20 Obbligo di comunicazione

1 Si è in presenza di un sospetto fondato che comporta l'obbligo di comunicazione ai sensi dell'articolo 9 capoverso 1bis LRD, se esso si basa su di un indizio concreto o su più elementi che lasciano supporre che il denaro contante utilizzato quale mezzo di pagamento derivi da un reato, e se nemmeno i chiarimenti ulteriori ai sensi dell'articolo 19 eliminano tale sospetto.

2 La comunicazione va effettuata anche se il commerciante non è in grado di associare a una fattispecie penale determinata il reato dal quale deriva il denaro contante utilizzato quale mezzo di pagamento.

3 Ai fini della comunicazione va utilizzato l'apposito modulo stilato dall'Ufficio di comunicazione in materia di riciclaggio di denaro.

Art. 21 Documentazione

1 Al fine di documentare il rispetto degli obblighi di diligenza e di comunicazione, il commerciante utilizza il modulo di cui all'allegato 1 o un documento equivalente.

2 Nel modulo o documento vengono riportati:

  1. tutte le indicazioni riguardanti i clienti ottenute conformemente agli articoli 17 e 18;
  2. il risultato dei chiarimenti ulteriori ai sensi dell'articolo 19;
  3. l'eventuale comunicazione ai sensi dell'articolo 20.

3 Il modulo o documento deve recare la data dell'operazione e la firma del commerciante.

4 Esso va conservato per almeno dieci anni.

Sezione 3: Incarico affidato a un ufficio di revisione

Art. 22

1 L'obbligo ai sensi dell'articolo 15 LRD, secondo cui il commerciante deve incaricare della verifica un ufficio di revisione, sussiste indipendentemente dall'obbligo di sottoporre a revisione il conto annuale ed eventualmente il conto di gruppo.

2 Se il commerciante non dispone di un ufficio di revisione, l'organo superiore di direzione o di amministrazione affida l'incarico di eseguire la verifica a revisori ai sensi dell'articolo 5 o a un'impresa di revisione ai sensi dell'articolo 6 della legge del 16 dicembre 2005 sui revisori.

Capitolo 4: Disposizioni finali

Art. 23 Abrogazione e modifica di altri atti normativi

L'abrogazione e la modifica di altri atti normativi sono disciplinate nell'allegato 2.

Art. 24 Entrata in vigore

La presente ordinanza entra in vigore il 1° gennaio 2016.