Autorità federale di vigilanza sui mercati finanziari FINMA
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Provvedimenti della SECO

In Svizzera le misure coercitive disposte ai fini dell'applicazione delle sanzioni adottate dall'ONU, dall'OSCE (Organizzazione per la sicurezza e la cooperazione in Europa) o dall'UE per far rispettare il diritto internazionale pubblico, e in particolare i diritti dell'uomo, sono emanate sotto forma di ordinanze del Consiglio federale e sono rette dalla legge federale sull'applicazione di sanzioni internazionali (legge sugli embarghi). Se nell'ambito delle sanzioni decretate vengono emanate liste con i nomi delle persone, delle organizzazioni e dei gruppi toccati dai provvedimenti, di norma queste vengono incluse nella rispettiva ordinanza del Consiglio federale sotto forma di allegato. La Segreteria di Stato dell'economia (SECO) del Dipartimento federale dell'economia è l'autorità competente per l'attuazione di tali ordinanze.

Spesso le sanzioni economiche includono sanzioni finanziarie, quali il blocco degli averi, il blocco delle risorse economiche, il divieto di effettuare transazioni, accompagnate da un obbligo di dichiarazione alla SECO riguardante i valori patrimoniali bloccati. Gli intermediari finanziari hanno l'obbligo di tenersi informati in merito alle sanzioni vigenti e di applicare senza indugio misure coercitive e obblighi di comunicazione. Attualmente sono in vigore provvedimenti nei confronti delle persone e delle organizzazioni legate a Osama bin Laden, al gruppo "Al-Qaïda" o ai Talibani ; della Repubblica dell'Iraq; della Repubblica federale di Jugoslavia; della Liberia; del Myanmar (Birmania); della Sierra Leone, dello Zimbabwe; della Costa d'Avorio; del Sudan, della Repubblica democratica del Congo, dell'Uzbekistan; Bielorussia; come anche sanzioni contro determinate persone in relazione all'attentato a Rafik Hariri della Repubblica popolare democratica di Corea (Corea del Nord), il Libano come anche sanzioni contro la Repubblica Islamica dell'Iran. Le misure adottate nei confronti della Sierra Leone non prevedono sanzioni di carattere finanziario.

L'applicazione della lista allestita dal Comitato dell'ONU per le sanzioni contro Al-Qaïda e i Talibani avviene in base alla procedura descritta al punto 1: il 2 ottobre 2000 il Consiglio federale ha adottato, in applicazione della risoluzione 1267 del Consiglio di sicurezza dell'ONU, l'ordinanza sulle misure nei confronti dei Talibani (Afghanistan), allora basata sulla Costituzione federale, in quanto la legge sugli embarghi non esisteva ancora. Al pari della risoluzione dell'ONU, anche la relativa ordinanza svizzera, l'attuale ordinanza che istituisce provvedimenti nei confronti delle persone e organizzazioni legate a Osama bin Laden, al gruppo "Al-Qaïda" o ai Taliban (RS 946.203), ha subito diverse modifiche consecutive per essere adeguata alle mutate circostanze. Gli individui e i gruppi toccati dai provvedimenti sono elencati nell'allegato 2 di questa ordinanza, che poggia sulle decisioni del Comitato per le sanzioni contro Al-Qaïda e i Talibani e viene aggiornata regolarmente. Gli averi e le risorse economiche appartenenti a o controllati da persone fisiche e giuridiche, gruppi e organizzazioni menzionati nell'allegato 2 dell'ordinanza vengono subito bloccati. Inoltre è vietato trasferire fondi a tali persone, gruppi od organizzazioni o mettere, direttamente o indirettamente, fondi o risorse economiche a loro disposizione. Gli intermediari finanziari che detengono o gestiscono averi o che sono a conoscenza di risorse economiche, che si deve presumere soggiacciano a tale blocco, devono dichiararli senza indugio al seco. Il blocco dev'essere mantenuto finché l'ordinanza non viene debitamente modificata. Prima di revocare un blocco, bisogna prendere contatto con la SECO.